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Il Liceo “Andrea Maffei” pone lo studente al centro dell'attività didattica. Concretamente questo implica:

• Attenzione allo studente come soggetto in formazione
L’azione didattico-educativa si pone come obiettivo l’attenzione allo studente come soggetto in formazione: sente quindi come obbligo creare le condizioni per farlo partecipare attivamente e con continuità ad una vita scolastica e per renderlo responsabile del proprio progetto formativo, coinvolgendolo nelle scelte didattiche e mettendolo in grado di discuterle, di verificarle nella classe per poterne condividere gli obiettivi.
Lo studente sarà in questo modo capace di riflettere sul perché si studiano certe cose (MOTIVAZIONE), su come si procede per acquisire conoscenze (PERCORSI), su come si controlla il proprio percorso di apprendimento (VERIFICHE).

• Attenzione all’apprendimento come azione congiunta di aspetti cognitivi ed emotivi
Si ritiene fondamentale, per un apprendimento efficace, fare della scuola un ‘contesto favorevole’, convinti che gli studenti siano soggetti caratterizzati da aspetti affettivi, comportamentali e cognitivi. Lo studente deve potere "stare bene a scuola", trovando a scuola un clima positivo. L’azione didattico-educativa deve aiutare la socializzazione tra gli studenti, favorendo il rispetto delle persone, il riconoscimento del valore di regole condivise, la consapevolezza della necessità di osservarle. Obiettivo dichiarato è quello di sviluppare una buona motivazione, portando lo studente a scoprire la relazione tra i bisogni della propria personalità e la cultura scolastica e ad essere protagonista di un ‘ben-essere’ scolastico, per poter giungere anche alla soddisfazione dell'apprendere. Si deve, inoltre, favorire la metacognizione e la consapevolezza che l'apprendimento non si ottiene in modo competitivo, ma principalmente attraverso l'apporto del lavoro collettivo di compagni e docenti.

• Attenzione ai processi di valutazione dell’apprendimento
La valutazione scolastica non si può risolvere nel semplice giudizio di merito da attribuirsi agli studenti in base ai risultati conseguiti.
Si ritiene infatti che la valutazione
1. fornisca un controllo non solo sui prodotti (se i risultati corrispondono agli obiettivi), ma anche sui processi;
2. abbia una funzione di controllo sull'intero processo di apprendimento/insegnamento;
3. verifichi il grado di avanzamento dell'apprendimento a cui sono giunti i singoli studenti e la classe nel suo insieme;
4. porti gli studenti a riconoscere il proprio modo di apprendere e alla consapevolezza dei propri cambiamenti.

La valutazione non può limitarsi ad osservare il percorso dello studente e a registrarne i risultati, ma deve essere in grado di individuare le cause che provocano risultati di fallimento, per poter predisporre strategie di recupero e piani di intervento differenziati secondo i problemi.
Si utilizzano molti e diversi strumenti di verifica, dalle prove strutturate all’osservazione sistematica dei comportamenti, la cui utilità è diversa secondo lo scopo e il contesto in cui si opera.
La verifica che accerta le competenze acquisite di per sé non esaurisce la valutazione, ma ne è una parte fondamentale, che offre elementi concreti e oggettivi al giudizio. La valutazione è sempre anche l'espressione di un giudizio complessivo cui concorrono più elementi.
Criteri chiari e condivisi e una corretta comunicazione, garantiscono una valutazione del processo formativo trasparente ed efficace. Una comunicazione corretta permette, infatti, di individuare:
1. gli aspetti positivi e/o negativi della prova;
2. le possibili cause dell'insuccesso;
3. le attività per il recupero;
4. il livello di apprendimento raggiunto .
La prassi della comunicazione è legata ovviamente volta per volta agli esiti disciplinari, ma è anche un compito del Consiglio di classe e deve avere come destinatari sia gli studenti che i genitori.