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In conformità alla Legge Provinciale sulla scuola trentina, il liceo Maffei garantisce il diritto all’educazione e all’istruzione a tutti gli alunni con disabilità fisica o psichica, a coloro che si trovano in situazione di difficoltà (anche transitoria) e ai ragazzi stranieri che vivono difficoltà derivanti dalla non conoscenza della lingua italiana. L’Istituto opera attraverso azioni strutturali e pratiche consolidate che impegnano l’intera comunità scolastica (prima di tutto ogni singolo Consiglio di Classe) al fine di personalizzare e individualizzare i percorsi scolastici e di apprendimento degli studenti in base alle loro esigenze e capacità, in collaborazione con le famiglie. Nell’ambito della cooperazione con il territorio, le sue aziende e istituzioni, l’alternanza scuola-lavoro offre l’ulteriore opportunità di proporre agli studenti attività flessibili e idonee.

Gruppo di Lavoro sull’Inclusione (GLI)

Per potenziare l’inclusione scolastica è stato istituito il GLI, che è formato da alcuni membri della Commissione per ragazzi con Bisogni Educativi Speciali (BES) e della Commissione Intercultura. L'attività del GLI è volta a

  • - diffondere una cultura dell’inclusione e dell’integrazione;
  • - proporre strategie di miglioramento a livello strutturale;
  • - rilevare e monitorare le situazioni relative a Bisogni Educativi Speciali e alunni stranieri presenti nella Scuola;
  • - organizzare il lavoro delle Commissioni;
  • - raccogliere e documentare gli interventi didattico-educativi;
  • - proporre al Dirigente scolastico l’acquisto di attrezzature, sussidi e materiale didattico destinati alle attività per il supporto dei soggetti disabili.

Il Gruppo, coordinato dal Dirigente o da un suo delegato, può avvalersi della consulenza e/o supervisione di esperti esterni o interni, anche attraverso accordi con soggetti istituzionali pubblici o privati, a seconda delle necessità.

Commissione Bisogni educativi speciali (BES)

Il  Liceo Maffei, secondo quanto indicato nella Legge Provinciale 5/2006 all’art. 74, promuove “interventi per prevenire situazioni di difficoltà e consentire la piena partecipazione alle attività educative degli studenti con bisogni educativi speciali” come definiti dall’articolo 2, comma 1, lettera h. L’obiettivo consiste nel mettere in campo azioni che portino alla piena inclusione, alla partecipazione sociale e al raggiungimento del massimo delle potenzialità di apprendimento di ciascuno. I ragazzi con “bisogni educativi speciali” sono riconducibili a tre tipologie:

A - Studenti con disabilità fisica o psichica certificata ai sensi della L. 104/92;

Gli alunni con disabilità sono provvisti di documentazione medica previste dalla legge 104/1992 che viene presentata all’atto di iscrizione alla scuola o comunque tempestivamente. Attraverso il Piano Educativo Individualizzato (PEI) e il supporto della rete territoriale, le istituzioni scolastiche garantiscono infatti il diritto all’istruzione, adottano le misure necessarie per favorire il successo formativo degli alunni con disabilità, agevolando nel contempo la piena integrazione sociale e culturale. Nel Consiglio di classe viene nominato un referente dell’alunno. Sono previsti incontri periodici di rete con famiglie e Azienda Sanitaria per istituire e monitorare il patto educativo che vede al centro lo studente.

B - Studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA)

I DSA (dislessia, disortografia, disgrafia, discalculia) sono fragilità di natura neurobiologica che devono essere diagnosticati da uno specialista. Per ridurre i disagi formativi ed emozionali derivanti da tali disturbi, la scuola redige all’inizio dell’anno scolastico il Piano Educativo Personalizzato (PEP) in cui sono specificati strumenti compensativi, misure dispensative e le forme di verifica e di valutazione che possono aiutare l’alunno nel processo di apprendimento garantendo lo sviluppo delle sue potenzialità e il successo formativo. Ogni studente con DSA ha un proprio referente all’interno del Consiglio di Classe.

C - studenti in situazioni di svantaggio determinate da particolari condizioni sociali o ambientali

L’alunno coinvolto in una situazione di svantaggio socio-economico, linguistico e culturale vive un’esperienza personale di fragilità emotiva e psicologica che condiziona le sue relazioni con l’ambiente, i contesti e le persone e che può manifestarsi in un disagio scolastico. Per questo tipo di bisogno, previo parere della famiglia e di uno specialista, si potranno prevedere misure per ridurre il disagio scolastico. E’ possibile attivare un intervento didattico personalizzato attraverso la redazione di un Piano Didattico Personalizzato (PDP), anche in riferimento ad un breve periodo. All’interno del Consiglio di classe viene nominato un referente dell’alunno.

Commissione Intercultura

Il modello di integrazione degli alunni stranieri del Liceo “A. Maffei” scaturisce da una lunga meditazione sulle tematiche dell'interculturalità e dell'integrazione che l’istituto  ha messo in atto al fine di accogliere nel miglior modo possibile gli studenti stranieri con gradi differenti di istruzione e di integrazione e si ispira alle Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli studenti stranieri emanate dalla Giunta Provinciale nel 2006 e al successivo “Regolamento per l’inserimento e l’integrazione degli studenti stranieri nel sistema educativo provinciale (articolo 75 della legge provinciale 7 agosto 2006, n. 5 modificato in alcune parti con il decreto del presidente della Provincia n. 9-67/Leg del 06 giugno 2011).

Le diverse attività di accoglienza sono rivolte al raggiungimento dei seguenti obiettivi e finalità:

  • - definire pratiche condivise all’interno delle scuole in tema di accoglienza di studenti stranieri;
  • - suggerire attività, metodi e strumenti tesi a favorire un clima di accoglienza, una educazione interculturale della scuola e un’attenzione alle relazioni che prevenga e rimuova eventuali ostacoli alla piena integrazione;
  • - favorire la creazione di un contesto favorevole all’incontro di altre culture;
  • - promuovere la comunicazione e la collaborazione fra scuola e territorio sui temi dell’accoglienza e dell’educazione interculturale nell’ottica di un sistema formativo integrato;
  • - stabilire criteri, principi, indicazioni riguardanti l’iscrizione e l’inserimento degli studenti stranieri;
  • - definire compiti e ruoli degli operatori scolastici;
  • - stabilire le diverse fasi dell’accoglienza;
  • - promuovere attività di facilitazione per l’apprendimento delle lingua italiana.

Per il raggiungimento degli obiettivi e delle finalità elencati sono messe in atto le seguenti attività:

  • - attività finalizzate all'accoglienza e all'inserimento - rilevazione delle competenze linguistiche e disciplinari, definizione di interventi, contatti con le famiglie – secondo quanto stabilito nel Protocollo accoglienza;
  • - elaborazione di percorsi individualizzati di apprendimento (PDP) sulla base delle condizioni di partenza, di una valutazione delle competenze e della scuola frequentata;
  • - attività volte a valorizzare la L1 e a sviluppare le competenze in italiano L2 a vari livelli;
  • - utilizzo di eventuali interventi di interpreti (o mediatori), di compagni – tutor per far superare le difficoltà linguistiche iniziali:
  • - attività di continuità e raccordo fra i diversi ordini di scuola per promuovere esperienze comuni;
  • - elaborazione di percorsi didattici interculturali che possano favorire in classe un clima di apertura e curiosità verso l'altro;
  • - rilettura di punti della programmazione delle singole discipline per offrire spunti di intercultura all'interno del normale lavoro in classe;
  • - rapporti con enti locali e altre scuole del territorio.