Accedi

Accedi all'agorà virtuale

Username *
Password *
MENU

Fra nazionalismi e diritti umani: insegnare storia ed educare alla cittadinanza al tempo dei sovranismi 

ISCRIZIONI

Sul sito dell'IPRASE (click qui)

RAGIONI E FINALITÀ DEL CORSO
L’irruzione di populismi e nazionalismi nelle attuali vicende politiche europee e mondiali sembra mettere in discussione il ruolo, e talvolta addirittura l’esistenza, di quegli organismi sovranazionali nati nel secondo dopoguerra per favorire il dialogo fra gli Stati e superare i pericolosi egoismi nazionali che avevano determinato gran parte delle vicende più drammatiche della prima metà del secolo scorso. Eventi e fatti di cronaca politica attuali, di diversa natura e portata e apparentemente distanti fra loro, rivelano il lato più oscuro e pericoloso di un processo di dis-integrazione della politica europea e mondiale che sembra ormai aver fatto carta straccia delle idee e dei valori affermati nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, di cui peraltro quest’anno ricorre il settantesimo anniversario. In un mondo sempre più integrato, interconnesso e interdipendente, si assiste al paradossale risorgere di nazionalismi e localismi, spesso economicamente o politicamente strumentalizzati, e al dilagare di conflitti alimentati, ormai spudoratamente, dalle ambizioni imperialistiche di alcuni Stati, incarnate da redivivi uomini della provvidenza e leader più o meno carismatici, che spesso considerano il rispetto dei diritti umani, nella migliore delle ipotesi, come qualcosa di accessorio.
In particolare, il risorgere di muri e frontiere anche dove ci si era illusi che fossero caduti per sempre esprime in modo drammaticamente concreto l’intenzione di tener fuori dai propri confini nazionali l’ “altro”, il “diverso”, nell’illusione di arrestare fenomeni migratori epocali che vengono fatti percepire da una certa politica come una minaccia alla sicurezza economica e sociale dei popoli occidentali. La chiamata alle armi da parte di forze politiche sedicenti “sovraniste”, in nome delle tutela di identità etniche e culturali più o meno credibili, rappresenta di fatto, anche se mascherato dietro parole d’ordine più neutrali e apparentemente meno compromesse, un preoccupante riemergere di uno dei fenomeni che più ha funestato la storia del Novecento e in nome del quale sono stati sistematicamente calpestati diritti di singoli, comunità e popoli, fino all’aberrante esperienza dei genocidi: il nazionalismo.
Il diffondersi incontrollato di ricostruzioni tendenziose e di parte, spesso negazioniste, della storia del Novecento, funzionali a supportare e giustificare il processo di dis-integrazione in corso e il ritorno alla politica muscolare dei “sacri interessi nazionali”, è amplificato e reso quasi incontrollabile da un uso di fatto sregolato e talvolta criminale dei mezzi di comunicazione di massa. I social network, in particolare, divengono casse di risonanza di un pervasivo uso propagandistico della storia, a vantaggio di proposte politiche sempre più lontane dai valori fondanti della democrazia e, in particolare, sempre più indifferenti nei confronti del rispetto di quei diritti universali che ormai ci si sta abituando a vedere sistematicamente e impunemente calpestati, anche nelle nostre civilissime società occidentali, talvolta con la complicità delle stesse istituzioni che sarebbero chiamate a garantirne la tutela.
Nella consapevolezza che i deficit di democrazia dipendano sempre da deficit culturali, alla scuola si impone, ora più che mai, la necessità di riscoprire la sua vocazione principale: quella di tornare a formare cittadini critici e consapevoli, rispettosi di sé e degli altri e consci che un futuro di libertà e di convivenza civile siano possibili solo attraverso il dialogo e il riconoscimento e il rispetto dei diritti dell’altro. La diffusa disaffezione di molti giovani nei confronti della politica da una parte, e la facilità con cui un numero sempre maggiore di loro si lascia tentare da scorciatoie antidemocratiche e populiste dall’altra, rivelano come la scuola, in questi anni, abbia parzialmente abdicato al suo fondamentale ruolo educativo, sbilanciandosi forse troppo sulla trasmissione delle pur essenziali competenze e abilità scientifiche e linguistiche funzionali al mondo del lavoro. Tornare a mettere al centro dell’insegnamento l’educazione alla cittadinanza attiva significa oggi affrontare la sfida di fornire, anche e soprattutto attraverso l’insegnamento della storia, strumenti critici efficaci che rendano gli studenti sempre più capaci di comprendere gli avvenimenti attuali, smascherando le manipolazioni e mistificazioni di certa informazione, e di impegnarsi attivamente a favore dei diritti propri e degli altri. Questa proposta di aggiornamento vorrebbe pertanto offrire agli insegnanti di storia e lettere, e ai responsabili dell’educazione alla cittadinanza, alcuni spunti di riflessione, anche attraverso la presentazione di esperienze didattiche già sperimentate con successo, per provare a strutturare, a partire dalla storia del secondo dopoguerra, percorsi didattici in grado di offrire agli studenti chiavi di lettura per comprendere l’attuale situazione europea e mondiale. Il corso vorrebbe anche diventare, in particolare per chi decidesse di partecipare alla fase di formazione sul campo, un’occasione per creare legami e sinergie fra insegnanti provenienti da diversi istituti, al fine di costruire percorsi condivisi capaci di stimolare nelle classi una riflessione generale sulla convivenza e sul rispetto della dignità di ogni popolo e di ogni persona, sensibilizzando gli studenti sui temi dell’intercultura come riconoscimento e valorizzazione della diversità. Nel concreto si tratterebbe anche di provare a strutturare viaggi di istruzione in luoghi di memoria viva, che siano autentiche esperienze di incontro con l’Altro, facendoli precedere da specifici percorsi di formazione storico-culturale. Tutto questo per realizzare, insieme agli studenti, iniziative di contrasto all’individualismo e alle chiusure, e per provare a restituire alle nuove generazioni un’idea della politica che torni ad avere nell’universalità dei diritti dell’uomo la sua parola d’ordine più autentica.

TEMPI
Fase 1: gennaio – maggio 2019
Fase 2: luglio 2019

DESTINATARI
Docenti – Secondaria di primo e secondo grado
Nel caso di un numero eccessivo di iscritti verrà data priorità nell’ordine a
- insegnanti delle scuole secondarie ideatrici e partner dell’iniziativa;
- insegnanti di storia, lettere e agli insegnanti attivi nei progetti di educazione alla cittadinanza.

ISCRIZIONI

Sul sito dell'IPRASE (click qui)

PARTNERSHIP
Capofila del corso di formazione è il Liceo Classico “Andrea Maffei” di Riva del Garda. Hanno aderito, collaborando all’ideazione e alla promozione del progetto, l’Istituto di Istruzione “Lorenzo Guetti” di Tione e il Liceo “Fabio Filzi” di Rovereto. L’attività di aggiornamento è patrocinata e organizzata da IPRASE.

CONTATTI
Liceo Classico “Andrea Maffei”, Via F. A. Lutti, 6, Riva del Garda
(Marco Cassisa - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)
Istituto di Istruzione “Lorenzo Guetti”, via Durone 53, Tione di Trento
(Renato Paoli – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; Cristian Mosca - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)
Liceo “Fabio Filzi”, corso Rosmini, 61, Rovereto
(Paola Sterni - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)
IPRASE, via Tartarotti, 15, Rovereto
(Catia Civettini - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

MODALITÀ DI SVOLGIMENTO
Fase 1 – Formazione teorica (15 ore) – Gestita da IPRASE
Gli incontri di formazione teorica, che avverranno, come da calendario allegato, negli istituti partner dell’iniziativa, saranno trasmessi in videoconferenza e potranno essere seguiti dai corsisti dalle sedi degli istituti stessi. Per il riconoscimento delle ore ai fini dell’aggiornamento il corsista è tenuto alla frequenza di almeno il 70% del monte ore complessivo.
Fase 2 – Formazione volontaria sul campo (su richiesta di almeno 10 corsisti) – Gestita in maniera autonoma da: Liceo “Andrea Maffei” di Riva del Garda, Liceo “Fabio Filzi” di Rovereto e Istituto d’Istruzione “Lorenzo Guetti” di Tione
Il corso potrà essere completato da un viaggio di formazione in Bosnia Erzegovina, della durata di 5 giorni, da effettuarsi indicativamente nel mese di luglio 2019, con visita ai principali luoghi d’interesse storico della guerra serbo-bosniaca e incontro con intellettuali, testimoni e associazioni. La formazione sul campo sarà preceduta da un incontro di preparazione specifica, della durata di 2 ore, durante il quale verranno trattati i seguenti temi: la falsa sicurezza, il trauma della guerra, i disturbi post-traumatici, l’eredità dei sopravvissuti, la ricostruzione, le esperienze di volontariato internazionale in Bosnia, le realtà cooperative e associative presenti ancora oggi nei Balcani. In questa sede verranno inoltre proposti una simulazione del viaggio, con materiale fotografico e contributi audio e video, e illustrati esempi di turismo responsabile.

ISCRIZIONI

Sul sito dell'IPRASE (click qui)

Liceo "Andrea Maffei" - Viale F.A. Lutti, 7 - 38066 Riva del Garda (TN) - Tel. 0464 553511 - Fax 0464 552316 - C.F. 84000540223
email: segr.liceo.maffei@scuole.provincia.tn.it - PEC: maffei@pec.provincia.tn.it

Don't have an account yet? Register Now!

Sign in to your account